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L\u2018artista pu\u00f2 sopravvivere a livello economico, se \u00e8 fortunato. Se ha lavorato e ha risparmiato pu\u00f2 andare avanti con la vita\u00a0normale<\/em>\u00a0senza spendere e spandere. Sopravvivere, non vivere! Da un punto di vista psicologico pu\u00f2 essere pi\u00f9 difficile, perch\u00e9 un artista vive quando canta, quando viaggia, vive quando incontra il pubblico: quando pu\u00f2 esercitare la sua professione. Per un po\u2018, com\u2019\u00e8 successo durante il primo\u00a0lockdown<\/em>, \u00a0ti riposi: io arrivavo da un lunghissimo periodo molto impegnato, era anche necessario! Ma poi\u2026 Sono stato fortunato, perch\u00e9 appena hanno riaperto i teatri, il 15 di giugno ho avuto il mio Rigoletto, i concerti in Germania, tante\u00a0masterclass<\/em>, per carita! Non posso lamentarmi! Ho lavorato sino al primo giorno di\u00a0lockdown<\/em>: ho finito la mia\u00a0masterclass<\/em>\u00a0a Milano settimana scorsa. Da adesso, chi pu\u00f2 saperlo: si sopravvive confidando nella fortuna! Io vivo in un paese piccolo, c\u2018\u00e8 la natura, ci sono le passeggiate e i boschi. Posso godermi i colori dell\u2018autunno. Cerco nel poco, cerco nel semplice la bellezza; non nel canto, non nelle produzioni, o nella voce, n\u00e9 in quello scambio energetico tra colleghi e con il pubblico. Cerchiamo il bello nel quotidiano.<\/strong><\/p>\n Anche il futuro \u00e8 ipotetico! I teatri sono chiusi al pubblico. Alcuni teatri, che erano gi\u00e0 in produzione, hanno rispettato gli artisti impegnati e hanno scelto di andare avanti e trasmettere gli spettacoli in streaming. L\u2019altro giorno ho seguito lo streaming di Suor Angelica da Sassari. Quando \u00e8 finita la rappresentazione: un silenzio! Ma perch\u00e9 non hanno messo uno\u00a0speaker<\/em>\u00a0che dicesse almeno qualcosa come: \u201cSignore e signori, grazie! Abbiamo trasmesso Suor Angelica, ricordiamo gli interpreti, l\u2019orchestra\u2026\u201d? Invece, un gelo!<\/strong><\/p>\n Si, \u00e8 anche voluto! Perch\u00e9 comunque dai il segnale che senza pubblico non si pu\u00f2 continuare e che c\u2019\u00e8 poco da festeggiare. Lo sai, quando finisci la recita \u00e8 un grande momento: quello degli applausi! Ed ora, un gelo! Un silenzio!!! Noi abbiamo cantato, ma cos\u00ec non possiamo andare avanti! Dopo la trasmissione di Suor Angelica ho scambiato due chiacchIere anche con la mia amica Giovanna Lanza che cantava l\u00ec e mi ha detto: \u201cDopo la recita noi siamo tutti scoppiati in un grande pianto!\u201d. Ed io, come spettatore, sono rimasto sul divano con la gola stretta. Alcune persone mi dicono che \u00e8 meglio fare lo streaming piuttosto che non fare nulla. Per\u00f2 io mi dico, che segnale diamo noi? Ci accontentiamo e facciamo di tutto pur di fare qualcosa, \u00e8 un bel segnale questo?<\/strong><\/p>\n Ecco, giusto! L\u2019ultimo spettacolo che ho visto dal vivo era quello di Stabat Mater a Novara. Con poca gente, ma l\u00ec si poteva ancora scambiare l\u2019energia, c\u2019era l\u2019entusiasmo, c\u2019era la condivisione! Bellissimo spettacolo, emozionante! Lo streaming \u00e8 giusto per gli artisti, per farli lavorare, perch\u00e9 possano andare avanti, essere pagati. Ma c\u2019\u00e8 anche altro problema: ormai dappertutto ci chiedono di abbassare il cachet perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 pubblico. Non c\u2019\u00e8 bigliettazione: ma quando mai noi siamo andati a prendere le royalty dal botteghino? Non vorrei arrivare ad un certo punto quando ci diranno: \u201cper\u00f2, a voi \u00e8 andato bene anche lavorare anche con met\u00e0 cachet! Allora, andiamo avanti cos\u00ec\u201d.<\/strong><\/p>\n Si, e anche la nostra qualit\u00e0 artistica! Perch\u00e9 noi siamo artisti, noi siamo abituati ad esprimerci sul palcoscenico, liberamente. E adesso? Con un plexiglass davanti, con i microfoni dello streaming. Tanto studio sulla voce, sulla tecnica, sull\u2019emissione naturale\u2026 Tutto ora perde senso, tutto completamente distorto!<\/strong><\/p>\n Da marzo in poi avrei dovuto tornare ai miei appuntamenti esteri. Rigoletto e Il trovatore, due bellissime produzioni a Linz e a W\u00fcrzburg; avrei continuato con Roberto Devereux a Palermo, Lucia Lammermoor a Nizza. Da giugno ho avuto la fortuna di riprendere con alcuni impegni.<\/strong><\/p>\n Si, questo \u00e8 stato un bellissimo regalo dopo i mesi del silenzio: poter debuttare Rigoletto a Parma, nelle terre Verdiane. \u00c8 stata veramente una grande occasione inaspettata!<\/strong><\/p>\n Abbiamo rispettato tutte le norme, ho fatto tutti gli esami. Poi: misurazione della febbre, mascherine, disinfettante\u2026 \u00a0e a parte questo, era una regia completamente \u201ccovid\u201d, il che significa: mai avvicinarsi, mai abbracciarsi, mantenere le distanze. Un bellissimo lavoro del Maestro Catalano, che a livello registico ha trovato soluzioni molto interessanti con le luci, gli effetti\u2026 Una bellissima\u00a0mise en scene<\/em>, con meno movimenti, ma la musica di Verdi nessuno l\u2019ha toccata! Dall\u2019inizio alla fine, tutto quello che Verdi ha scritto. Devo dire che a volte, troppe scene, troppi costumi, troppi cambiamenti portano via un po\u2019 l\u2019attenzione dalla musica. Questa volta veramente NO!<\/strong><\/p>\n No! assolutamente NO! In estate dovevo debuttare Nabucco a Erfurt, un opera cos\u00ec stupenda, cos\u00ec grande, cos\u00ec importante dal punto di vista scenico e vocale! L\u2019hanno dovuto sostituire con un gala-concerto, il che \u00e8 un bellissimo gesto, perch\u00e9 abbiamo lavorato. Abbiamo fatto un bel concerto, il pubblico era felice, il livello musicale \u00e8 stato alto! Ma vestito con lo smoking, con il microfono, all\u2019aperto, fermo\u2026 Cercavo di dare una parvenza di interpretazione, ma non potevo neanche sbracciare perch\u00e9 sembri un pinguino sullo scoglio! No, no\u2026 noi amiamo recitare! Sono uno che si butta a terra, va in ginocchio, cerco di dare tutto! Sono felice di aver lavorato, ho guadagnato, ho portato avanti la musica! I concerti erano tutti\u00a0sold out<\/em>, c\u2019\u00e8 stato un bellissimo scambio energetico con un pubblico, ma uno \u201cspettacolo\u201d \u00e8 altra cosa!<\/strong><\/p>\n Ho insegnato online anche durante il nostro primo\u00a0lockdown<\/em>. L\u2019ho fatto perch\u00e9 me l\u2019hanno chiesto. E durante tutto il periodo non ho chiesto neanche il pagamento. Ho fatto cos\u00ec,\u00a0en amiti\u00e9!<\/em>\u00a0Siamo in emergenza e si fa! Anche da un punto di vista psicologico, serve! Due volti amici! Si canta, si parla di musica! Lo studio funziona, diciamo al 50\/50. Ascoltando con un computer o un telefonino \u00e8 difficile; il suono arriva in ritardo, non puoi giudicare tante cose: il fiato, il volume. Non c\u2019\u00e8 scambio emotivo. Con le persone che gi\u00e0 conoscevo ha funzionato perch\u00e9 gi\u00e0 vedendo la postura del viso capisco cosa non va bene.<\/strong><\/p>\n Come nella vita in generale niente torner\u00e0 come prima, soprattutto per noi artisti. Gi\u00e0 eravamo in crisi; in Italia abbiamo grandi problemi anche legali con i teatri che sono pieni di debiti, e problemi anche da un punto di vista artistico! Come scrisse la grande giornalista Aspesi del primo\u00a0lockdown<\/em>: \u201cne usciremmo tutti pi\u00f9 incattiviti\u201d, ed \u00e9 purtroppo vero! Siamo in guerra,\u00a0morte tua vita mia<\/em>. Gi\u00e0 di quel poco lavoro che \u00e8 stato creato quest\u2019estate: chi ha lavorato? Ovviamente anche li c\u2019\u00e8 un incattivimento assurdo!<\/strong><\/p>\n Esatto! E ci sono gi\u00e0 state! Seguendo tanti giovani, posso gi\u00e0 fare il conto su due mani di quante persone non hanno lavorato dallo scorso febbraio, questo fa paura.<\/strong><\/p>\n Qualcosa giustamente hanno fatto, ovviamente mettendo tanti limiti. Non abbastanza per dare almeno il minimo per sopravvivere. Io sono stato fortunato, in Valle d\u2019Aosta sono praticamente solo io il cantante lirico, il Governo ci ha dato un sostegno, ma nel resto del Paese purtroppo si \u00e8 fatto poco.<\/strong><\/p>\n Si spera che la malattia abbia insegnato qualcosa, si spera che passata la pandemia andremmo avanti pi\u00f9\u00a0sanificati<\/em>. Qualcosa che non ho mai perso \u00e8 la voglia di studiare, la voglia di crescere, migliorare. Ultimamente ho fatto tante\u00a0masterclass<\/em>, erano tutte al completo. I cantanti giovani e meno giovani sono ancora pieni d\u2019entusiasmo, pronti a migliorarsi, mettersi in discussione, comunque e sempre \u201cavanti tutta\u201d il futuro ci attende!<\/strong><\/p>\n 09 novembre 2020<\/p>\n a cura di Madina Karbeli Siamo gi\u00e0 al secondo\u00a0lockdown\u00a0e le attivit\u00e0 teatrali sono praticamente tutte annullate. Secondo te, come si pu\u00f2 sopravvivere in un ambiente cos\u00ec? L\u2018artista pu\u00f2 sopravvivere a livello economico, se \u00e8 fortunato. Se ha lavorato e ha risparmiato pu\u00f2 andare avanti con la vita\u00a0normale\u00a0senza spendere e spandere. Sopravvivere, non vivere! Da un punto di vista psicologico pu\u00f2 essere pi\u00f9 difficile, perch\u00e9 un artista vive quando canta, quando<\/p>\n\n
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