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Siamo a due mesi dal lockdown, inevitabile decisione presa dal Governo sulla quale c\u2019\u00e8 poco o nulla da eccepire. Affrontata e non ancora conclusa la cosiddetta Fase 1, si \u00e8 cominciato a parlare della Fase 2, vale a dire della riapertura scaglionata e controllata delle diverse attivit\u00e0 produttive e commerciali. Va detto che il tessuto sociale si regge sulla sua stessa economia. Tra la pi\u00f9 piccola realt\u00e0 di carattere artigianale e la grande industria esiste una filiera (che spesso varca anche i confini nazionali) molto delicata che non pu\u00f2 in alcun modo essere interrotta. Come si dice \u201cla forza di una catena \u00e8 determinata dal suo anello pi\u00f9 debole\u201d.<\/em><\/p>\n Negli interventi pressoch\u00e9 quotidiani da parte della Presidenza del Consiglio si \u00e8 parlato della riapertura delle attivit\u00e0 produttive, di quelle relative ai servizi, cos\u00ec come del commercio; si \u00e8 anche cominciato a discutere dei luoghi di culto prestando molta attenzione alle parti in causa pur con la dovuta cautela e con forte senso di responsabilit\u00e0.<\/em><\/p>\n Dati Istat rilevano una Forza Lavoro di circa 25 milioni di lavoratori in Italia, di cui dai 300.000 ai 400.000 trovano impiego nel mondo dello spettacolo. \u00c8 un grande numero di professionisti e lavoratori dipendenti; ci si sarebbe pertanto aspettata una parola in merito all\u2019apertura di un tavolo di lavoro e di discussione che desse speranza. Questo numero include centinaia di categorie professionali, anelli di quella catena che costituisce il tessuto socio-economico. \u00c8 un numero importante di persone che attende una risposta dalle istituzioni su come e quando poter ricominciare.<\/em><\/p>\n Abbiamo incontrato il Maestro Matteo Beltrami, direttore d\u2019orchestra, per meglio approfondire le criticit\u00e0 che si sono presentate agli operatori dello spettacolo dal vivo, e nello specifico, del teatro.<\/em><\/p>\n Maestro Beltrami, come si configurano le varie professioni nell\u2019ambiente teatrale?<\/em><\/p>\n \u00a0Di quali tutele beneficiano gli artisti che esercitano la libera professione?<\/em><\/p>\n A tal proposito sono stati predisposti degli interventi da parte del Governo, come il Bonus da 600 euro (che dovrebbe salire a 800 per i mesi di aprile e maggio). Ritiene che sia una misura adeguata?<\/em><\/p>\n
\nCi sono i lavoratori dipendenti (professori d\u2019orchestra, artisti del coro, attori, danzatori, comparti tecnici e amministrativi dei teatri assunti a tempo indeterminato), la maggior parte dei quali sono momentaneamente in cassa integrazione, i lavoratori autonomi e a Partite Iva (cantanti, strumentisti solisti, direttori d\u2019orchestra, registi, scenografi, costumisti, coreografi, danzatori, mimi, artisti circensi ecc.).<\/h5>\n
\nI\u00a0contratti che sono stati e saranno sospesi o annullati a causa del Covid-19 non prevedono alcuna forma di indennizzo. Questo significa che da marzo a una data che ancora non conosciamo, questi lavoratori non avranno alcuna fonte di reddito. Inoltre, in Italia, vengono versati i contributi per tutti i giorni di prova, ma \u00e8 retribuito solo il giorno dello spettacolo. Questo significa che, se per qualunque motivo un artista, il giorno dello spettacolo, non \u00e8 nelle condizioni di prendervi parte ovvero se lo stesso viene annullato per causa di forza maggiore, non solo non ha diritto ad alcun compenso, ma rimette di tasca propria tutte le spese sostenute per i giorni di prova (mi riferisco ai trasporti, vitto, alloggio e quant\u2019altro). Questo \u00e8 accaduto a molti artisti che a febbraio stavano preparando uno spettacolo mai andato in scena a causa del lockdown.<\/em><\/h5>\n
\nRiguardo al bonus da 600 euro del mese di marzo, \u00e8 destinato a chi ha avuto nel 2019 un reddito non superiore ai 50.000 euro, ma con almeno 30 giornate contributive. Molti artisti, le cui giornate di preparazione dello spettacolo non sono contrattualizzate, hanno versato i contributi solo per i giorni in cui gli spettacoli sono stati rappresentati. Nel caso abbiano totalizzato nel 2019 un numero di presenze sul palcoscenico inferiore a 30 non avranno diritto al bonus. Cos\u00ec come non ne avranno diritto coloro che hanno prestato la loro opera all\u2019estero; pur avendo versato le tasse in Italia, i loro contributi non risultano nel computo dell\u2019Inps. Ci tengo a sottolineare che, a causa dell\u2019emergenza Codiv-19, un gran numero di persone non hanno entrate dal mese di marzo e che probabilmente non ne avranno per i prossimi mesi;\u00a0 versano in gravi difficolt\u00e0 economiche perch\u00e9 nel 2019 hanno guadagnato molto meno dei 50.000 euro, ma non possono ricevere il bonus perch\u00e9 non hanno maturato pi\u00f9 di 30 giornate contributive.\u00a0<\/em>Per molti artisti la situazione \u00e8 ulteriormente aggravata dal fatto che devono ancora ricevere i compensi per lavori svolti negli ultimi 2 anni.<\/h5>\n
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